A piccole dosi…

April 28, 2007 by girasole

21 febbraio

A piccole dosi…:)

Tutti conoscono il tipico, penetrante aroma della valeriana particolarmente apprezzato dai gatti. Già gli antichi greci e romani conoscevano la valeriana che fu apprezzata anche come rimedio contro la gotta e le fitte ai fianchi. E’ solo intorno al 1800 che Christoph W. Hufeland scoprì le proprietà tranquillanti e neurotoniche della valeriana. Riduce gli stati di tensione e di agitazione equilibrandoli e conciliando il sonno. E’ la chiave della tranquillità, non causa sonnolenza e non ha effetto narcotizzante come i sonniferi chimici. Considerato che la valeriana conferisce un cattivo sapore quando si fuma tabacco, è pure in grado di aiutare a smettere di fumare.
Presenta un’attività tranquillizzante, ansiolitica e sedativa sul sistema nervoso centrale, anche se non è chiaro quale sia il principio attivo isolato a cui è dovuta tale attività. La valeriana alle attività sedativa e calmante unisce effetti positivi sulla coordinazione motoria e sulla concentrazione.
E’ indicata come ipnoinducente e nei casi di ansia, nervosismo, insonnia, cefalea, spasmi gastrici e colici, bolo isterico, palpitazioni, vertigini psicogene.
Alle dosi consigliate non manifesta effetti collaterali; solo l’utilizzo prolungato a dosi eccessive può provocare cefalea, agitazione, irritazione gastrica. Non diminuisce la concentrazione nella guida. Può essere assunta da bambini e anziani.
La valeriana non va assunta per periodi di oltre 3-4 settimane, potendo l’uso continuo portare a cefalee e palpitazioni. Ideale è l’alternanza con la melissa. La valeriana rafforza l’effetto dei sonniferi e non dovrebbe essere assunta contemporaneamente con tali medicamenti o solo in dose ridotta.

Plug and play

April 28, 2007 by girasole

Plug and play

Bene…sono qui oggi, e fino a “oggi” non avevo scritto niente.

Un po’, perchè non so esattamente cosa dire e come andrà a finire, e un po’ perchè quando racconto una cosa bella che mi emoziona tanto, mi sembra di perderne un pezzo.

Domenica sono stata per la prima volta in vita mia in una sala di registrazione vera, quella con i microfoni giganti, esatto, quella.

Il gruppo con cui sto suonando adesso mi ha chiesto di fare un re-issue di una loro “vecchia” canzone.

Ero praticamente terrorizzata, però allo stesso tempo letteralmente elettrizzata.

Sono stata contenta di come è andata, loro sono proprio bravi. Stanotte mi hanno mandato la versione mixata della canzone e mi sono ascoltata per la prima volta.

Fa un certo affetto, devo ammetterlo, cappio. Sì, fa effetto.

Sono stata capace di trovare parecchie cose perfettibili in me, ma d’altra parte sono o non sono un po’ rompiballe?

Mi è rimasto un dubbio, e spero che wikipedia, o google, mi aiuteranno…cosa c’entrano i Theater of tragedy con questa canzone? Devo sapere, devo sapere…

Ai postumi l’ardua sentenza…

Feeding the needs

April 28, 2007 by girasole

15 febbraio

feeding the needs

Ho voglia di parlare un po’.

Ho bisogno di parlare un po’.

Di tutto, e di niente.

Forse più di niente.

Sì, in fondo è più un’idea, il “voler parlare”, perchè se mi dici “quando vuoi sfogarti, chiamami”…

Vorrei solo fare quattro risate, è possibile?

Sono qui, seduta e non ce la faccio più, a stare qui seduta.

La spettatrice, la voglio fare al cinema, passare le giornate in attesa è dilaniante.

Mamma, non lo so come fai, mamma.

Io scoppio, e tu sei forte.

Scoppi anche tu, ma diavolo se sei forte.

E’ arrivato il programma nuovo dell’arsenale, tante cose interessanti, tanti film cerchiettati, selezione accuratamente già fatta!

E adesso, me ne vado a correre. Magari se mi impegno a respirare per cercare di non stramazzare al suolo e di non farmi prendere un crampo al polpaccio, riesco anche a non pensare.

Vado.

Io, e le mie scarpe da ginnastica (ma dico…perchè???) ROSA

La mia miglior nemica sono io…

April 28, 2007 by girasole

12 febbraio

La mia miglior nemica sono io…

Bene.

Buffo. Non riesco a smettere di pensarci.

Ieri, oggi.

E cerco, cerco…sto cercando almeno UNA cosa buona, in questo fine settimana.

Il cioccolato Lindt. Forse.

In più, niente gruppo oggi, niente prove, niente sala, niente livornesi simpatici e frizzanti.

Niente musica che salva la vita, niente.

Solo io e la mia chitarra, con i miei arpeggi, portati da 80 a 120 bpm.

Calli alla mano, forse funziona. Fa male e bene e mi concentro 5-3-2-1 poi 5-2-1-3.

Però…ne ho trovate ben due, e non così piccole!

Dove cavolo sto andando? Sfoglio questo maledetto libro, che mi ricorda solo che siamo tutti di passaggio e in una di queste pagine è scritto come finirà.

Parole, suoni, voci che pungono veloci

Ieri, non ero all’altezza, è un continuo confronto, una continua giustificazione, un continuo spiegare “perchè sono fatta così”. Strappo le erbacce a testa alta da fiera e mediocre borghese? Sono questo, io?

Il cuore diventa più piccolo, quando si soffre? Non lo trovo, mentre lo cerco.

Eppure, da qualche parte si sarà nascosto.

Sta succedendo di nuovo, mi sto chiudendo a riccio e non voglio, non voglio nuove anestesie e compartimenti stagni anche se succederà. Solo l’anno scorso pensavo che mi sarebbe bastato uscire, e chiudere la porta per sentirmi “normale” mentre adesso è tutto diverso.

Posso fare quello che mi pare, mi ripeti.

Esatto, quello che mi pare tranne quello che voglio.

E oggi, ancora. Libro diverso, stesso capitolo.

Non ti spieghi un comportamento, e alla fine scopri, semplicemente che è con te, che è difficile relazionarsi. Cavoli, si può essere così nemici di se stessi da fare solo cose controproducenti finalizzate all’opposto di quello che vuoi? Inconsapevolmente poi! Il che, è solo un’aggravante.

Ho ribadito che ci sono, e la prossima mossa non è mia. Anche perchè mi sento…mi sento una ventosina, oppure una bambina, di 5 anni, con le manine sporche di marmellata che tocca il tuo cappotto…mentre tu pensi “no! lo sta facendo!” Tocca il cappotto solo per dire “BU!” ma ha fatto danno, e non lo sa. Anche se poi lo scopre.

Ventosina.

Appiccicosa.

Troppo problematica, troppi fraintendimenti. Forse dovrei buttarmi in politica.

Complicazioni affari semplici? Sto rimuginando…mumble mumble…

Mi dispiace, sono delusa.

Adesso vorrei concludere con qualche perla di auto-ironia.

L’auto-ironia is a state in mind, l’auto-ironia è una compagna per la vita.

Sorridere fa bene, si muovono una cinquantina di muscoli mimici, così possiamo posticipare il lifting, il botulino, il bisturi e ritardare la comparsa delle rughe di espressione.

Sto ancora cercando.

Ci sto pensando.

Ci sto.

Intanto, domani apro la porta di casa e mi metto a correre, come Forrest Gump.

Il trucco è espirare, inspirare. O il contrario. Insomma, è lo stesso.

Corsi e ricorsi della storia. Vico.

Come concludo…non ho trovato una perla.

Ho riaperto troppe porte, e finestre e non so che fare.

Come dice Daniele Silvestri

“Ci sono troppe porte, per le mie braccia corte, le avevo chiuse tutte, e invece adesso sono aperte”

Stay

April 28, 2007 by girasole

20 febbraio

Stay

You did not dare say a single word
I did not dare ask for something more
I’ve kept my questions secret deep inside
But I wish I could have let you know about
A time when I would have said

Wait, and please stay
Did you mean to push me away?
Please wait and just stay
Did you want it to be this way?

Would you want to know what I’ve been through?
(Through all this time… all this time)
Would you want to know I have missed you too
(And I have you on my mind)
And you’ve been and you will be a part of me
(That I can’t find)
And you’ve been forgiven for your silence
All this time when I would have said

Hai presente…

April 28, 2007 by girasole

05 febbraio

Hai presente…

quei momenti, in cui rantoli nel buio e ti chiedi…quando come? Dove perchè?

E’ in quel momento, esattamente IN QUEL MOMENTO, nè prima (troppo presto) nè dopo (totalmente e inutilmente troppo tardi) in cui capisci che è arrivato il tempo di fare i conti con te stesso, con le tue paure, con quello che sei e con quello che vuoi.

E allora, emergono dall’abisso i soliti, annosi e implacabili dilemmi e drammi Shakespeariani, e le domande esistenziali, le stesse per tutti, ti assalgono all’improvviso e pretendono una risposta.

Una alla volta, per favore.

Una, alla volta.

In fila.

Per tre, con il resto di due. O di UNO? (cambio colore!!!più quattro, rosso!)

Dipende, uno o due, le tue domande sono pari o dispari?

Inquietante questo.

Quante deduzioni, (il)logiche si possono fare, partendo da una qualsiasi delle milioni di milioni di miliardi di frasi possibili, altro che scarabeo.

Le domande dicevamo.

Questi bivi, quali sono?

Al momento penso:

1) Il mio naso, è un naso da piercing?

2) se sì, non mi ricordo…quale era il lato “giusto”? A destra? A sinistra? A me piace a sinistra.

3) se no…allora…forse..un tatuaggio è per sempre, altro che diamanti…diamonds are girls’ bestfriends, chi lo diceva? Insomma comunque, un tatuaggio è per sempre

4) se un tatuaggio, dove? Tipo, voglio essere originale. Al polso? banale. Nella nuchina?? Dicono che alla fine, ce l’hanno tutti..alla caviglia? no eh?Sul braccino? Farei invidia alla Hunziker e anche alla Canalis, direi di no.

Quasi quasi mi tatuo un piercing. E torniamo al punto UNO (inverti il turno!) Se non ho il naso da piercing…è finita. Ora prendo un pennarello, e provo. Anche se non è la stessa cosa. No, non è la stessa cosa.

5) Ma Stefano Benni, è geniale di suo? E’ nato così? O magari ha fatto la scuola di Baricco? Holden…no, magari no. Intendo sì, è geniale di suo.

6) Ma Silvio e Veronica, si lasceranno?E soprattutto, Veronica entrerà in politica? E soprattutto, sarà il nuovo vessillo della sinistra? Oppure, si occuperà dell’editoriale della Repubblica? O del Manifesto? Chissà. L’Italia è con il fiato sospeso.

7) per suonare il basso, il pollicione si deve appoggiare sul pick up oppure no?

8) Perchè il mio blues in 12 battute è così…così…blues?

9) ma ancora peggio…perchè mi prendono i crampi dopo circa 10 battute? I’ve got the blues!

10) Vi siete mai chiesti..ma la pantera rosa…è maschio? Femmina? Chi lo sa alzi la mano..ve lo dico, ci hanno scritto un libro, ma non ho capito alla fine..

11) Il girasole, al sole…cosa offre? La faccina? O la nuchina? Annoso. Mi suggeriscono la nuchina..e io che ho sempre pensato inseguisse il sole…

12) perchè quando non devo uscire i miei capelli sono magicamente bellissimi?

13) perchè quando DEVO uscire i miei capelli sono asilo per 14 nidi con uccellini annessi?

14) perchè i brufoli saltano fuori all’improvviso…tenendosi per mano, uno accanto all’altro e disegnando costellazioni sul mio visino stupito? notare l’accento stupìto, non stùpito…

15) perchè ci sono persone che nei miei sogni segreti stintignerei contro il muro, e che invece devo trattare civilmente, altrimenti la pazza sono io?

16) perchè sono metereopatica? ( o meteoropatica o..non lo so)

17) perchè sono anche mediamente isterica? ogni tanto?

18) perchè non so giocare con i gatti?

19) perchè mi sento come un criceto cabarettista in una ruota che gira gira gira veloce, e io devo correre, per non inciampare (sono anche un criceto con il pelo lungo, quel pelo che rimane incastrato nel perno della ruota così che sulla schiena rimane una striscetta di pelle rosata) e devo anche stare attenta a non perdere tutti i semini che ho nelle guanciotte?

20)perchè ogni tanto parlo parlo parlo parlo e anche se voglio non mi riesco a fermare?

21) perchè se sto male sento solo “non voglio problemi?”

22) è più odiso sentire dire “non voglio problemi” oppure “ti starò vicino” (con tanto di “pat pat” amichevole ed empatico) e sapere con certezza che sta solo cercando l’angolo più vicino, per svoltarlo?

23) è peggio dire quello che la circostanza impone, o la verità?

24) perchè le mie fasce al saccone si spostano sempre?

25) perchè se voglio nuotare in piscina mi faccio spaventare dalla cuffia?

26) perchè le persone fanno finta di non capirti, quando hanno capito benissimo?

27) perchè mia madre mi ha comprato un pigiama rosa?

28) cosa cavolo è giusto dire mentre provi un microfono, per non sembrare un novellino?

29) perchè sono arrabbiata con il mondo e sorrido?

30) Perchè don Quijote lottava contro i mulini a vento? ma soprattutto

31) che bisogno c’è di lottare contro i mulini a vento?

32) quell anello mancante, eri tu?oppure

33) mi hai soltanto strappato un po’ di silenzio?

34) perchè i Cranberries si sono sciolti?

35) perchè non sono Gaia Riva?

36) quanto sono ancora capace di andare avanti, con i miei punti interrogativi?

Quante deduzioni, (il)logiche si possono fare, partendo da una qualsiasi delle milioni di milioni di miliardi di frasi possibili.

E il punto lo devi mettere tu, cioè io. Queanu mi fa un baffo, ecco. Esercizi di stile, altro che storie.

Forse ero partita bene, magicamente poi è scattato il fuori tema.

“Are you lost or incomplete?
Do you feel like a puzzle
You can’t find your missing piece?
Tell me how do you feel?
Well I feel like they’re talking in a language I don’t speak
And they’re talking it to me,”

Talking – Coldplay

The art of losing

April 28, 2007 by girasole

04 febbraio

The art of losing

One Art

The art of losing isn’t hard to master;
so many things seem filled with the intent
to be lost that their loss is no disaster.

Lose something every day. Accept the fluster
of lost door keys, the hour badly spent.
The art of losing isn’t hard to master.

Then practice losing farther, losing

Stefano Benni: racconto breve

April 28, 2007 by girasole

31 gennaio

Stefano Benni: racconto breve

Il Re Moro

Il Re Moro entrò nella scuderia. Sul volto d’ebano brillavano gli occhi feroci che tanto terrore incutevano ai nemici durante le battaglie. Osservò i due cavalli, uno bianco e uno nero, purosangue di incredibile bellezza. Li valutò attentamente poi, con fare deciso, mosse verso il cavallo bianco. Fu questione di pochi attimi

Is this the best I can be?

April 28, 2007 by girasole

29 gennaio

Is this the best I can be?

I limiti, sono limiti, ma quanto ci autolimitiamo?

Capricorno, testardo e problematico?

Anzi, orgoglioso, testardo e problematico?

A volte capita qualcosa di bello e si ha una paura disperata che finisca o che qualcuno si accorga di aver fatto un errore, e magari effettivamente di errore si tratta, ma se non se ne accorge nessuno è meglio!

E allora andare fino in fondo e tentare tutto è l’unica soluzione, se non bastasse…l’amaro in bocca rimane, ma con il paracadute non nasce nessuno.

Emily Dickinson è una delle mie poetesse preferite, uno spunto di riflessione, per me:

“Hope “is the thing with feathers-

That perches in the soul-

And sings the tune without the words -

And never stops – at all.

Sarà strano, ma ho proprio voglia di sentire il rumore del mare…

ET, telefono casa…

Incursioni

April 28, 2007 by girasole

27 gennaio 0.05

Incursioni

Sapete dirmi che vuol dire “a presto”? Cosa differenzia un ritorno da un’incursione? E’ possibile che ci siano persone in grado di vivere inquadrando una situazione in un tempo e in uno spazio limitato e finito, sapendo che non ci sarà un prima nè un dopo ma solo un durante?

Un abbraccio è un abbraccio.

Voler star vicini a qualcuno che soffre deve essere una scelta consapevole, non si può scappare sempre.

Soffro dei distacchi e delle aspettative disattese, proprio ora che ho bisogno di fidarmi.

Forse non sono capace, di chiudere i capitoli e per paura di essere drastica non mi risolvo mai.

E’ anche possibile che io non sappia aspettare, ma adesso non riesco a dare un senso al tempo, non riesco a dare un senso a molte delle cose che succedono e non mi rassegno.

Ogni volta che qualcuno si allontana, sono io che non mi sento all’altezza e mi chiedo se veramente ho così poco da offrire.

Perchè è così facile accorgersi del dolore lontano , mentre è difficile farsi carico di quello che ci è più prossimo?

Forse sono ancora piccola.

Forse non ho smesso affatto di sognare anche se molto spesso credo di non esserne più capace..

Forse non so davvero stare al mondo.

Di sicuro ne sento il peso.

Sono un’osservatrice attenta, e per quanto sta in me cercherò di ricordare.

Mi piace pensare che il gabbiano Jonathan abbia ragione:

“Se la nostra amicizia dipendesse da cose come lo spazio e il tempo, allora una volta superati lo spazio e il tempo noi avremmo distrutto anche questo nostro sodalizio! Non ti pare? Ma se superi il tempo e lo spazio, non vi sarà nient’altro che l’Adesso e il Qui, il Qui e l’Adesso.

E non ti sembra, che in questo HIC ET NUNC, noi avremo occasione di vederci, ogni tanto?”